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Storia dell' Oratorio di San Defendente

                 E' l'oratorio più antico sorto sul territorio dell'attuale parrocchia di Rosazza.



Facciata Oratorio San DefendenteSi hanno memorie che risalgono al 1632 e al 1637. La prima è contenuta nel testamento di Pietro e Giacomo Biglia del 26 gennaio 1632 e nella seconda si legge: «In Beccara Cantone della Valle si ritrova l'oratorio di S. Defendente in cui vi sono li seguenti legati: «1637 li 4 maggio Antonio Norza per suo Testamento rogato al nodaro Eusebio Rossazza obliga Bernardo suo fig.lo di fare celebrar in perpetuo tante Messe per l'importar di lire cento...». La Visita Pastorale del 1661 così lo descrive: «Visitavit Oratorium S. Defendentis Cantoni de Beccara de Vallis in quo cellebratur tantum jnterdiu jn hebdomada... Altare habet requisita tollerabilia... Suppellectilem habet humilem seu pure necessariam» . Gli stessi elementi si trovano nella Vis. Past. del 1664: «Visitavit aliud Oratorium S. Defendentis Cantoni de Beccara jn quo pariter celebratur tantum ex devotione infra hebdomadam diebus feriatis. Habet quedam bona describenda in libro. Ministri duo... Altare unicum tollerabiliter provisum...». Si presentava quindi come un edificio di piccole dimensioni, corrispondente alla navata attuale, con un solo altare, povero di arredi, come tutti gli altri oratori della Valle e dove si celebrava solo qualche volta per devozione nei giorni feriali. La Visita Pastorale del 1675 attesta che non era ancora ultimato: «Oratorium S. Defendentis Cantoni de Beccara, quod a medietate non est pavimentatum, parietes a lateribus altaris dealbandi, deest labellum acque Sancte...». E si ordinava: «Si provederà fra un anno pross. d'un lavello per l'acqua benedetta e si farà dar il bianco alla muraglia tutta scrostata vicino all'aitar mag.re». Parte di questi ordini veniva ripetuta nella Visita Pastorale del 1678: «Per l'Oratorio di S. Deffendente nel cantone di Beccara ordiniamo che s'imbianchi la muraglia che resta indecente et apperta». Nel 1681 si affermava che era dedicato anche alla Madonna, si rinnovava l'invito a completare il pavimento e si attestava che in esso si celebrava sovente: «Successive visitavit Oratorium B.V. et S. Defendentis in Cant.° Beccara. Jbi celebratur sepius ob devotionem. Supelex tolerabilis... Fiat pavimentum decentius intra annum».A differenza di tanti altri oratori, non ebbe mai un cappellano festivo, per la vicinanza con quello di Rosazza, e per oltre un secolo rimase la piccola costruzione sopra descritta. Lo si legge anche nella Visita Pastorale del 1733: «Jnde visitatum fuit oratorium S.ti defendentis in Vico de Beccara cum unico tantum altare mediocriter prò viso et ornato ac etiam de supellectilibus... Nullus adest Capella nus. Possidet Bona stabilia et census... Adsunt etiam legata...». E in quella del 1771 si aggiunse: «Oratorium S. Defendentis situm in Vico Beccara, lapis sacer tela cerata circumvolvendus est. Pictura Jconis in meliorem redigenda formam: ibi legatura missarum ... Reliquia S.ti Defendentis in Reliquiario argenteo forme ovalis...». Questo reliquiario venne in questi tempi sostituito da un busto di legno dipinto e dorato del Santo, attribuibile all'ultimo Serpentiere, ancora esistente.


Busto con Reliquia di san DefendenteFin dal 1751 i ministri dell'oratorio erano ricorsi al Vescovo di Vercelli, facendo presente che «ritrovarsi il medesimo loro Oratorio, unitamente al suo Campanile in stato così deteriore che minacciano evidente rovina, alle di cui neccessarie et indispensabili riparazioni», non potevano i frazionisti far fronte, per cui richiedevano di poter lavorare gratuitamente nei giorni festivi. La risposta fu affermativa e porta la firma di mons. Solare e la data del 6 aprile 1751. Non sappiamo che lavori vennero eseguiti, forse furono di poca entità, perché nel 1786 si decise di ricostruire in forme più ampie l'intero oratorio, cominciando dal coro. Il nuovo coro fu realizzato, anche se in un tempo assai lungo, secondo il disegno, redatto dal misuratore Vittorio Mosca, conservato con alcuni registri e altri documenti nell'archivio dell'oratorio. Pose la prima pietra Giovanni Battista Norza Fabian con Giovanni Battista Rosazza nel 1786, come appare da un'iscrizione su pietra, esistente nel coro stesso: «G B N f. G B R 1786 - HA MESO LA P.P.». I primi lavori furono compiuti dai mastri Battista Valz Gris e dai fratelli Bernardo e Carlo Peraldo e furono continuati nel 1788 dai mastri Antonio Cornetto, Giovanni Gilardi e Giovanni Battista Mosca Tonset. Furono portati a termine solo nel 1806, come appare da una capitolazione del 7 maggio di tale anno con i mastri Giovanni Catella e Giovanni Sogno di Campiglia. Questi ultimi si impegnavano di costruire la volta, il cornicione e gli stucchi del nuovo coro e di demolire l'altare e il muro di fondo del primitivo oratorio, per congiungere la parte vecchia con quella nuova. I lavori murari si fermarono a questo punto, conservando come navata l'oratorio secentesco. Il nuovo altare nel 1809 fu dotato di sei candelieri e quattro vasi per fiori e nel 1809 del quadro, rappresentante la Madonna con S. Defendente e S. Giovanni Battista, opera del pittore Giovanni Antonio Lace di Andorno.


Pala di San Defendente con Madonna e San Giovanni BattistaNel 1814 fu la volta del baldacchino di legno dorato e nel 1826 di sei appliques, ancora esistenti. Nel 1828 si fece scolpire dai falegnami Giovanni Battista Concabia e Giovanni Rosazza il mobile per i paramenti, mutilato in seguito delle parti asportabili dai ladri. Nel 1850 Gaetano Magnetti di Biella, scultore e indoratore, provvedeva un tabernacolo (probabilmente si tratta della sopraelevazione del tabernacolo secentesco, che ancora oggi adorna l'altare, di legno dipinto e dorato, recante ai lati due statuette di S. Defendente e di S. Giovanni Battista, che, per la somiglianzà con quello dell'oratorio di Casale di Sagliano, attribuirei allo scultore Pietro Antonio Serpentiere senior), un baldacchino e quattordici candelieri. Nei muri del coro si conservano due tele dell'inizio del '700, raffiguranti la S. Famiglia e S. Gerolamo, mentre sulla porta d'entrata si trova un dipinto di S. Defendente, eseguito da Giuseppe Maffei nel 1889.

 










FONTI e BIBLIOGRAFIA

D. Lebole Storia delle Chiesa Biellese – La Pieve di Biella vol. 5 - 1989

D. Lebole La chiesa biellese nella storia e nell'arte - Biella - Unione Biellese - 1962

D. Lebole Storia della chiesa biellese - Le confraternite - Biella - Unione Biellese - 1972

A.C.A.V. Archivio Curia Arcivescovile - Vercelli

A.C.V.B. Archivio Curia Vescovile - Biella

A.P.R. Archivio Parrocchiale - Rosazza

A.P.C. Archivio Parrocchiale - Campiglia

A.S.D.R. Archivio Oratorio S. Defendente - Rosazza

 

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